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si lavora, si produce, si amministra lo Stato, si promette e si mantiene a volte

martedì, 05 febbraio 2008


Grappoli di verità

Il Governo non è caduto per colpa di Mastella.
Il Governo non è caduto per colpa di Berlusconi.
Il Governo non è caduto perchè composto da un ammasso indiscriminato di rifiuti indifferenziati.
Il Governo non è caduto per colpa di politiche di tesoretti e di poveracci.

Il Governo è caduto per colpa delle donne.

Le donne non possono più sentirsi governare da un presidente del Consiglio settantenne e da Presidenti di Camera e Senato prossimi ad ottenere l'accompagnamento.

Le donne voglio sentirsi donne, non vogliono sentirsi calpestate dagli odiatissimi rivali francofoni che, dopo anni di coglionamenti di presunto ricchionesimo, si ritrovano un presidente che molla la moglie in là con gli anni e ingravida una delle più belle donne del pianeta, fiero di essere soprannominato dagli amici "Raskosì".

Le donne vogliono essere condotte verso la via della felicità, verso l'assenza totale di fastidiose acidità e verso ammiccanti provocazioni mascoline (nonchè occhiate di stima e d'invidia delle colleghe).

Le donne vogliono un capo politico che prenda la situazione di petto, e non solo.

Le donne non vogliono neanche sentire parlare di quella Hillary Clinton, che se non fosse per quella faccia tosta che si ritrova starebbe ancora a piangere lacrime amare sulle camicie imbrattate del marito. Lui sì, lui sì che uomo politico. Davanti a lei la donna si prostra, si inchina in segno di devozione.

Le donne vogliono di più, vogliono un lucano che tuttavia non sia un irpino...che non si sa mai, prima o poi ti ritrovi agli arresti domiciliari.

Le donne vogliono cambiare, vogliono forza, vogliono vigore.

Le donne vogliono lui, e finalmente il mondo politico biancorossevverde l'ha capito.

EREZIONI SUBITO!


 

bestemmiato da TheRounders alle ore 00:42

 categoria: italia, politica, eros, elezioni, deficienti, rocco siffredi, porta a porta, grappoli

commenti (15)

sabato, 26 maggio 2007


Grappoli di leccesità elettorali - PULIZIA

Viale "tiro al pedone"
Lupiae Servizi
SGM
Metropolitana di superficie
Movida dimezzata
Polo umanistico
Iskenia

SIAMO STANCHI!!!!!
CAMBIAMO


note a corredo:
FILOBUS CHE FARE? RISPONDONO NO IN 6.500

La stazione ferroviaria di Lecce
Continua la raccolta di firme contro il filobus a Lecce. Circa 6.500 firme sono state raccolte nell’ambito dell’iniziativa organizzata dall’Unione commercianti leccesi sul tema “Filobus che fare?”, il cui presidente Stefano Stifani, è anche candidato al Comune per il centro sinistra alle amministrative di Lecce.

“Sono state raccolte migliaia di firme di cittadini che non condividono la scelta dell’amministrazione comunale – scrive Stifani in una nota - e tantissimi sono i messaggi lasciati sul libro bianco, dove il messaggio è praticamente unanime: la città barocca è stata violentata dai migliaia di pali e da chilometri di fili, che hanno sconvolto l’architettura e la vita dei cittadini”.

E aggiunge: “Ricordo che sono stati spesi 16milioni di euro dei cittadini della comunità europea (quindi anche salentini) e 6,5 milioni e mezzo di euro con un mutuo del Comune di Lecce. Tutto questo – stando al parere di Stifani – senza alcun beneficio, escluso il presunto alleggerimento dell’inquinamento da PM10, che sarà vanificato in quanto in alcune zone della città il filobus andrà a gasolio, mentre gli spazzi già esigui delle strade della nostra città saranno ridotti ulteriormente e si creeranno così degli imbuti e l’inquinamento verrà ulteriormente incentivato. Vengono nominate città italiane ed europee nelle quali il filobus ha grande successo – conclude - invece da uno studio approfondito dei percorsi si rileva che nella quasi totalità delle città citate le linee di filobus hanno marcia autonoma nel centro città (a batteria e non a gasolio) e trazione elettrificata nelle periferie. Infatti tutte le linee mettono in comunicazione le periferie con il centro, Lecce non ha viali ampi come tante delle città europee citate”

MONGELLI: “IL COMUNE HA UCCISO L’UOMO RAGNO…”

L'uomo ragno sul palo del filobus...
“Hanno ucciso l’Uomo Ragno, chi sia stato non si sa, forse quelli della mala, forse la pubblicità”, cantavano al loro esordio di diversi anni fa gli 883. L’arcano non è mai stato svelato, anche se Piero Mongelli, avvocato, qualche sospetto lo nutre. “Alcuni volontari del Codacons – commenta - sono stati bloccati mentre cercavano di dare vita ad una manifestazione di libero pensiero contro il filobus”. E la se la prende davvero a male, Mongelli. “Stavano attaccando ad alcuni pali dei palloncini a forma di ‘Uomo Ragno’, quando sono stati fermati dai vigili urbani, e ciò – sottolinea - nonostante la manifestazione fosse stata regolarmente comunicata all’amministrazione”.

“Sorgono spontanee alcune considerazioni”, prosegue allora il candidato: “in una città dove il sindaco può impunemente attaccare degli adesivi alle lanterne semaforiche al fine di simpaticamente celebrare la festa degli innamorati, viene impedito ad una associazione di attaccare, con l’impegno di rimuovere in giornata, dei palloncini con cui manifestare il proprio dissenso ad una infrastruttura invasiva, deturpante e, per come pensata, anche inutile. Una infrastruttura utilizzata da meno di venti città capoluogo in tutta Italia, molte delle quali sono metropoli (come ammesso ieri dagli esperti al workshop organizzato dal Comune) e da molti di esse utilizzata per il trasporto integrato extraurbano più che urbano. Eppure a Lecce questo autobus con il pantografo deve andare bene a tutti per forza. Il dissenso non è ammesso e ciò in democrazie è inaccettabile”.

“Infine, mi si consenta una boutade. L’iniziativa del professor Pankiewicz (candidato sindaco del Centro moderato) di dare la cittadinanza onoraria all’’Uomo Ragno’ non è purtroppo più realizzabile: ieri il Comune di Lecce ha ucciso l’Uomo Ragno o, quanto meno, lo ha fatto scappare, dal momento che lo stava imbrigliando in una rete di norme per dimostrargli che non poteva manifestare liberamente il suo pensiero.”
   

I miei complimenti a Pankiewicz per l'ottima campagna elettorale, degna del pregio del suo nome. Mi auguro che le urne gli diano soddisfazione.
In bocca al lupo anche a Rotundo, sperando che un eventuale ballottaggio possa togliere la città dalle mani del ricco fantoccio e dei suoi nemici in casa nonchè dalla vecchia proprietaria di Lecce.
Buon voto e....fate la scelta giusta!

n.b: un grazie particolare a lecceprima

 

bestemmiato da TheRounders alle ore 20:33

 categoria: elezioni, lecce, grappoli

commenti (11)

sabato, 05 maggio 2007


Grappoli di metropolitana di superficie


Nel corso di un'affollata assemblea di cittadini, tenutasi presso il suo comitato elettorale, il prof. Wojtek Pankiewicz, candidato sindaco per il centro moderato, ha affermato:



"Oggi Lecce è una città inquieta per le inchieste giudiziarie, preoccupata per i tanti licenziamenti e per il disinvolto utilizzo del denaro pubblico per iniziative di dubbia utilità sociale, imbruttita e offesa dall'orribile foresta di pali neri e dalla ragnatela di fili, che fanno vedere il cielo a scacchi irregolari, di una filovia, che nessuno aveva richiesto.

Una città priva di servizi sociali, soprattutto per anziani e disabili e con rilevanti sacche di disoccupazione, di povertà e di emarginazione. Una città priva di verde pubblico fruibile dai cittadini e con ampie zone, anche del centro storico, che versano nella sporcizia, nel degrado e nell'abbandono. 

È ora di cambiare ! Occorre una svolta.

Il centro è il luogo della ragionevolezza, della stabilità e dell'equilibrio. Noi del centro moderato crediamo di avere valori, idee, programmi e uomini per determinare questa svolta e per determinare, insieme ai cittadini che devono conoscere e partecipare alle scelte dell'amministrazione comunale, una vera e propria primavera leccese, per fare della nostra città una grande famiglia di famiglie, proiettata nel futuro".

Tratto da: www.puglianews.net

Come precedentemente illustrato dal mio amico e concittadino qui linkato, Lecce è ormai in un groviglio di fili e paloni neri enormi. La Firenze del sud deturpata da un'amministrazione economicamente allo sbando che, pur di acchiappare un pò di finanziamenti europei, ha messo in piedi un progetto di comunicazione cittadina da far paura. Paura per la sua bruttezza.
Spero che sia giunta l'ora di mandare a casa questi quattro cialtroni, spero che sia arrivato il tempo della politica VERA.
Vogliamo una città bella, moderna, verde, sana, turistica. Gli ultimi anni di questa amministrazione sono stato il classico esempio di un marketig territoriale distruttivo.
Tutti a casa, è arrivata la vostra ora.

 

bestemmiato da TheRounders alle ore 13:22

 categoria: elezioni, lecce, metropolitana di superficie

commenti (3)

lunedì, 12 marzo 2007


Grappoli di premonizioni

Mantovano (An) ustionato al volto da piatto al flambe' Ora e' ricoverato a Brindisi in condizioni non gravi (ANSA) - BRINDISI, 11 MAR - L'ex sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha avuto ustioni di II grado al volto mentre gli veniva servito un piatto al flambe'. Il senatore di An, 49 anni, r' stato ricoverato nel reparto 'Grandi ustionati' dell'ospedale Perrino di Brindisi: le sue condizioni non sono gravi. Il fatto e' accaduto la scorsa notte in un albergo di Lecce dove era in corso un ricevimento offerto dal presidente della Confindustria salentina, Piero Montinari, che festeggiava il suo compleanno.

 

Come ben noto, l'onorevole Mantovano ha subito delle ustioni al volto in seguito (probabilmente) ad imperizia di un cameriere leccese...
Che ciò sia una premonizione? Vediamo un pò le ragioni di quanto detto:

1) L'ambiente AN salentino è in fermento e, dalle parole di Adriana Poli Bortone prima e di GianFini poi, pare proprio che i primi a rimanere scottati dovrebbero essere il buon Alfredo Mantovano e seguaci (Congedo, Signore e compagnia bella).

2) La campagna elettorale del capoluogo barocco, ormai avviata, è senza dubbio molto la più dura degli ultimi 15 anni per la destra...la lady di ferro Adriana, ammirata ed osannata dalla stragrande maggioranza dei leccesi (nonostante presunte vaccate di bilancio e di società miste) non sarà più il sindaco della Lecce dalla movida dimezzata. La scelta di Paolo Perrone (FI) a candidato sindaco pare non sia pienamente condivisa nè all'interno della destra nè tra i cittadini...ci si appresta ad una delle più grandi sconfitte del centrodestra nella storia recente? E, anche se Perrone dovesse vincere, che peso avrà la corrente mantovaniana nel nuovo governo cittadino?

 
Agli elettori l’ardua sentenza…la sensazione è che l’onorevole avrà altre scottature, ma prossimamente condividerà il dolore con compagni…ops, amici.

 

bestemmiato da TheRounders alle ore 18:42

 categoria: elezioni, movida, lecce

commenti (1)