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sabato, 28 aprile 2007
TORINO - In parziale riforma della sentenza impugnata la corte d' appello di Torino ha concesso ad Annamaria Franzoni le attenuanti generiche dichiarate equivalenti alle aggravanti e l'ha condannata, calcolata la riduzione del rito, a 16 anni di reclusione.La Corte depositerà le motivazioni della sentenza entro novanta giorni. ANNAMARIA, SONO DISPERATA TAORMINA: SENTENZA ERRATA, FINIRA' A CASSAZIONE
» 2007-04-28 09:17
FRANZONI: "SONO DISPERATA E INNOCENTE"
La Corte, in base a quanto si ricava dalla lettura del dispositivo, ha confermato le pene accessorie per Annamaria Franzoni: l'interdizione dai pubblici uffici, lo stato di interdizione legale e la decadenza dalla potestà di genitore.
''Sono disperata. 'Sono innocente e quindi anche solo un anno di carcere sarebbe stata una profonda ingiustizia''.'': e' il commento alla sentenza che Annamaria Franzoni ha affidato alle persone in contatto con lei.
ANNAMARIA FRANZONI RESTA LIBERA
Anche dopo la sentenza di secondo grado, Franzoni resterà libera. Perché venga applicata la misura restrittiva occorre aspettare il pronunciamento della Cassazione di conferma della sentenza d'appello, a meno che la Procura generale non decida, ma è poco probabile, di chiedere un ordine di custodia cautelare.
COME SI E' DETERMINATA LA PENA
La Corte d' assise d'appello di Torino ha concesso ad Annamaria Franzoni le attenuanti generiche dichiarandole equivalenti all' aggravante che le era contestata, cioé quella di aver ucciso il proprio figlio. In tal modo la pena base è risultata di 24 anni, che è stata ridotta di un terzo, perché il processo è stato definito con rito abbreviato. Ai 24 anni ne sono stati dunque sottratti 8 e si è pertanto arrivati a determinare la pena in 16 anni di reclusione. Non e' stata riconosciuta ad Annamaria Franzoni l'attenuante della seminfermità.
IL LEGALE SAVIO: SONO TRANQUILLA, CI SONO 3 GRADI
"Sono tranquillissima. Chi non è tranquillo non sono io". Lo ha detto l'avvocato Paola Savio dopo la sentenza, ricordando che "i gradi di giudizio sono tre".
CORSI, NON RICORRERO' IN CASSAZIONE, NO ARRESTO FRANZONI
"Non ricorrerò in Cassazione":lo ha detto il pg Vittorio Corsi commentando il verdetto. "Pietas? Credo che si tratti di comprensione umana". E' quanto ha aggiunto il pg Corsi. "E' una sentenza giusta, in cui è stato tenuto conto di un disagio di quella mattina e di quella notte". Il pg Vittorio Corsi non intende allo stato chiedere l'arresto di Annamaria Franzoni: ''non ci sono pericoli'', ha detto, in una intervista trasmessa durante Matrix, su Canale 5. ''Preferisco - ha aggiunto - che si arrivi alla sentenza definitiva. Non e' il caso di anticipare delle cose''.
"E' una soluzione errata e siccome passa per elementi molto labili sarà una sentenza su cui la Cassazione potrà dire la sua": così l'avvocato Carlo Taormina, che per un periodo è stato difensore di Annamaria Franzoni ha commentato, durante uno speciale del Tg2, la sentenza di appello che ha condannato la madre di Samuele a 16 anni di reclusione.
NESSUN FAMILIARE FRANZONI PRESENTE IN AULA
Durante la lettura della sentenza della corte d' appello di Torino nessun familiare di Annamaria Franzoni era presente in aula. Annamaria si era allontanata dal palazzo di giustizia stamani dopo l' ingresso dei giudici in camera di consiglio.
Fonte: Ansa
Se ne verrà a capo di tutto? La sensazione è che, ancora una volta, questa decisione non sia un punto. Credo che nessuno di noi, al momento, possa schierarsi con certezza da una parte o dall'altra. Ma mi sembra veramente strano che anni e anni di torture mediatiche e giuridiche non abbiano spinto Anna Maria Franzoni a confessare l'omicidio. Innocente, mostro o psicologicamente sconvolta, quindi. Nella fortuna e nella sfortuna, la Franzoni è l'unica imputata.
Un ennesimo mistero italiano?
bestemmiato da TheRounders alle ore 12:46
commenti (19)
lunedì, 23 aprile 2007 Grappoli di leccesità 2 - Il piacere della vita




categoria: foto, salento, lecce, leccesitÃ
commenti (18)
giovedì, 19 aprile 2007
Vi copio il testo integrale del comunicato stampa, lasciando a voi il commento dello stesso.
17 Aprile 2007
Nel novero di quanti fanno a gara per vilipendere la persona del Pontefice non possono mancare le menti progressiste ed i casi umani del programma televisivo Le jene, in onda su Italia1, che riserva le sue perle di buon gusto e di delicatissima satira alle ore più tarde della notte. Così il 16 Aprile, in occasione dell’ottantesimo genetliaco del Papa, le lingue biforcute di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno voluto a loro modo celebrare l’evento.
Accennando al compleanno del Santo Padre, Kessisoglu definiva i Cardinali ed i Vescovi «vecchi con la gonna e il missile in testa». Al che la spalla Bizzarri spiegava che il missile si chiama mitra, ottenendo come risposta dal compare: «Ecco perché sparano tante cazzate!» Riferendosi poi all’appello della LAV (Lega Anti Vivisezione), che avrebbe chiesto al Papa di rinunciare all’uso della bordatura d’ermellino nel camauro e nella mozzetta (strano che non abbiano fatto altrettanto con i Giudici della Suprema Corte o con i Docenti universitari, che di ermellino ne usano molto di più), i conduttori scherzavano sulla presunta vivisezione dei gay ad opera del Pontefice. Il tutto in un rapido susseguirsi di battute acide e velenose, in cui Bizzarri riportava la notizia e Kessisoglu la commentava con presunto umorismo.
Si potrebbe osservare che la satira ha diritto di prender di mira i potenti; che la libertà di espressione è un diritto; che non viviamo in uno stato confessionale e quindi la Chiesa non ha diritto di chiedere la censura di ciò che ritiene immorale o contrario alla Religione. Duole notare che queste petizioni di principio – sulla cui validità occorrerà peraltro prima o poi interrogarsi – vengono chiamate in causa solo quando si vilipende la Chiesa e il Sommo Pontefice, mentre non pare che simile disinvoltura nella gara all’offesa trovi riscontro quando si tratta di altre religioni. Non abbiamo avuto l’onore di vedere questi sedicenti comici insultare il rabbino capo di Roma, o cimentarsi nella derisione del gran Muftì; non il capo della comunità valdese, né quello dei buddisti. E sia chiaro che non sarebbe si sollievo per i Cattolici assistere – in un frainteso mal comune mezzo gaudio – alla satira applicata indifferentemente a qualsiasi religione.
Al di là del pessimo gusto di questa satira e del ricorso ad essa per dissimulare il disprezzo verso la Chiesa Cattolica e l’acrimonia nei confronti dei suoi ministri, crediamo che lo strapotere e l’oltracotanza degli adepti dell’ateismo – che in questo si comportano né più né meno di qualsiasi religione, avendo i propri capi, riti e luoghi di culto – dovrebbero quantomeno confrontarsi, se non con un doveroso preventivo controllo da parte della programmazione, quantomeno con la protesta di quei Cattolici che in Italia rappresentano pur sempre la religione maggioritaria. E crediamo parimenti che si dovrebbe iniziare ad esercitare – sull’esempio di altri gruppi e lobby certamente meno consistenti sotto il profilo numerico – il diritto alla protesta ed al boicottaggio di chi si fa vanto di chiamare vecchi con la gonna i Sacri Pastori di milioni di fedeli e cazzate gli atti del Magistero ecclesiastico.
Né si dimentichi che queste forme di presunto umorismo da angiporto sono l’anticamera e la premessa – avendo la medesima base ideologica – degli episodi di intolleranza di cui abbiamo avuto anche recentemente esempio nelle offese al Papa e a mons. Bagnasco sui muri di Genova, Torino ed altre città. Passare da questo alla violenza vera e propria non pare così improbabile.
Forse toccare questi personaggi in ciò che hanno di più caro – Mammona, ossia il portafoglio – potrebbe rivelarsi utile: iniziamo a non guardare certi programmi, a non comprare i prodotti che pagano gli spot durante queste performance di pessimo gusto. Protestiamo con le redazioni e con i responsabili della programmazione. Alla fine, se non per rispetto, la finiranno di offenderci per non rimetterci economicamente.
Catholic Anti-Defamation League
Web
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commenti (4)
martedì, 17 aprile 2007 Grappoli di democrazia - atto secondo http://videolive.rai.it:8080/asxgen/ran24/fallujah_ITA.wmv
Questo video è riservato ad un pubblico adulto.
Coloro i quali non amano osservare scene macabre sono pregati di ignorare questo link.
Coloro i quali osservano il video, sono consapevoli di essere stati informati circa la durezza delle immagini.
Coloro i quali osservano il video sono pregati di lasciare un proprio commento.
Vi ringrazio.
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